Intervista a Lorenzo De Angelis, riflessioni d’artista.

“L’arte parla per immediatezza e istintività”, abbiamo posto a Lorenzo De Angelis, artista che vive e lavora in provincia di Viterbo, alcune domande sul concetto di arte, sul ruolo dell’artista. Un’intervista da leggere, per comprendere appieno l’arte nel suo significato più profondo.

Lorenzo De Angelis vive e lavora a Vitorchiano.
Il suo lavoro si concentra sulle possibilità di sezione e strutturazione spaziale delle superfici, a partire dalla presenza minima del gesto su un piano: elabora, dunque, un linguaggio pittorico minimale, espressivo e penetrante.

Lorenzo De Angelis, “Untitled”, (serie),2020
Lorenzo De Angelis, ‘Untitled”, (serie), 2020
Lorenzo De Angelis, “Untitled”, (serie), 2020.


La figura dell’artista, cosa è per te? Come si pone al giorno d’oggi? Quand’è che ti sei sentito un’artista?

Credo che per l’artista, nella contemporaneità, la sfida più importante sia quella di salvaguardare la sua integrità, non oltrepassare quel limite oltre il quale il pensiero e la creatività verrebbero inghiottite e annullate dall’ordinarietà quotidiana. L’artista è uno che vive delle e per le sue intuizioni, tanto che diventano più impellenti del cibo. Il fatto di esserlo è una di quelle cose che non devo affermare io, ma gli altri, e non c’è una patente che lo certifica socialmente. Io posso dire che fino ad ora, tralasciando alcuni maldestri tentativi di fare altro per rispondere a necessità molto pratiche, ho fatto sempre e solo l’arte, e non riesco a immaginare di occuparmi di qualcosa di diverso con la stessa devozione.

L’arte nella sua accezione universale, cos’è? Nella tua arte cosa intenti trasmettere?

L’arte sfugge alle definizioni universali, proprio per la facoltà di essere sempre “crisi” e ricerca, nei limiti delle possibilità umane. È troppo eterea per essere definita: gli oggetti sono solo la punta dell’iceberg, l’arte è soprattutto tutto quello che viene prima, dopo e intorno al visibile. 
L’arte per me è la conquista di uno spazio, una questione molto privata in realtà: faccio le mie cose, in primis, per mie esigenze individuali. Il riscontro da parte del pubblico è importante in un secondo momento, e comunque è relativo, incerto e passeggero. Tuttavia credo che lo spettatore intrattenga con l’opera un rapporto di energie e intuizioni. L’arte “parla” per immediatezza e istintività: non ci sono, cioè, messaggi o lezioni da impartire, altrimenti non sarebbe Arte, ma un’altra materia. 


Tela bianca, colori e pennello, come nasce un’opera d’arte?

La tela bianca, o nera come nella serie “Aphelion ZYX”, è la compressione della pluridimensionalità in un Uno piatto ed immediato, la semplificazione ultima dello spazio in cui mi muovo. Il vuoto è qui inteso non soltanto in senso fisico, ammesso che sia ragionevole accettare l’idea che esista un vuoto assoluto, ma come condizione imprescindibile per le infinite possibilità di azione, repulsione, affermazione e negazione. Questa è la base della mia ricerca. La pittura è il mezzo che più di ogni altro ho trovato corrispondente alle mie inclinazioni per costruire una spazialità in cui ordine e caos, uno simultaneo all’altro, restituiscono un’immagine immediata del mio ragionamento e della mia istintività gestuale. Dall’infinitamente piccolo al macrosistema, è sempre dello stesso spazio che si tratta, ma ogni immagine ha i suoi confini, a loro volta annullati dalla struttura successiva e da quella precedente.
La dilatazione temporale della pratica è annichilita dal sistema entro cui concepisco il mio lavoro: un’opera che ho fatto ieri è “contemporanea” a quella che farò tra un mese o tra due anni, perché è la struttura dello stesso spazio in espansione. Dunque tutto è Uno e tutto (o niente) accade in solo tempo, quello presente, che non si lascia bloccare e definire. Solo nell’immagine c è quel momento e quella dinamica spazio-strutturale che si afferma sempre nel presente fuori dal tempo, che è la dimensione dell’arte.

Lorenzo De Angelis, “Aphelion ZYX”, (serie), 2020.
Lorenzo De Angelis, “Aphelion ZYX”, (serie), 2020.
Lorenzo De Angelis, “Aphelion ZYX”, (serie), 2020.

Riflessioni e idee sull’arte, concretizzate attraverso le parole, abbiamo ascoltato chi l’arte la fa, la vive, la perseguita.

Se siete curiosi e volete approfondire qui di seguito troverete il link: https://www.lorenzodeangelis.eu/

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